Mondiali indoor di Birmingham: Trost sale inaspettatamente sul podio

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“Sicuramente questa medaglia è una motivazione per fare meglio, mi ha dato l’idea che si può essere lì a combattere, e che molto semplicemente l’atletica è bella.” (A.Trost)

Ieri, domenica 4 marzo, si sono conclusi i campionati mondiali indoor di Birmingham.

L’ITALIA PARTE BENE

Gli azzurri sono saliti sul podio una volta sola, con Alessia Trost che ha conquistato un bronzo inaspettato nel salto in alto, con 1,93. La misura non è eccezionale, ma è importante per dare fiducia all’atleta. Inoltre il merito di Alessia è stato quello di interpretare bene una pista a quanto pare non facile. Prima di lei solo Cunnigham, con la stessa misura ma meno errori e l’imbattibile Kuchina, con 2,01.

Altri due buoni risultati sono quelli della 4×400 composta da Lukudo, Folorunso, Bazzoni e Spacca, che conquista la finale e stabilisce il nuovo record italiano indoor con 3:59.40. Anche Bouih accede alla finale dei 3000 metri, stabilendo il record personale (7:50.65)

POLONIA RECORD MONDIALE

A livello internazionale un risultato grandioso è stato quello della 4×400 maschile della Polonia: record del mondo in 3:01.77 conquistato con un favoloso sprint finale contro gli Stati Uniti.

Per il resto, molti volti noti, come Lavillenie nell’asta maschile e Spanovic nel lungo femminile. Si affacciano sul podio anche volti nuovi: Coleman potrebbe essere l’erede di Bolt, mentre nell’alto i russi, che gareggiano fra gli Atleti Neutrali Autorizzati, Kuchina (per le donne) e Lysenko (per gli uomini) sembrano essere su un altro pianeta e i loro ori non hanno rivali.

Tutti i risultati a questo link.

Il personaggio della gara: Alessia Trost

L’atleta pordenonese ha vinto tutto il possibile a livello giovanile e nazionale (mondiali juniores e allievi, europei under 23) ma a livello assoluto, prima di questo bronzo mondiale era riuscita solamente a conquistare una medaglia d’argento agli europei indoor nel 2015. Il suo record di 2 metri è stato ottenuto nel 2013 al meeting di Trinec. Nel 2016 Alessia non è riuscita ad esprimere tutto il suo potenziale nè agli europei indoor nè alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Di qui la scelta di cambiare allenatore, da Gianfranco Chessa (deceduto l’anno dopo) a Marco Tamberi. Il 2017 è stato un anno difficile anche per la perdita della madre. Ora, questo bronzo potrebbe essere l’avvio di una stagione più fortunata.

(foto in alto colombo/FIDAL)

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