Incontro con Margherita Oggero – Libreria Bufò, Torino

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“Non si sa mai quando può nascere una storia. A volte è originata da un episodio avvenuto nel passato, che poi decanta per molti anni, prima di prendere forma in un romanzo”

*(foto tratta dalla pagina fb della libreria Bufò)

Premessa: A volte capita di navigare per il World Wide Web e scoprire cose interessanti, ad esempio un incontro con Margherita Oggero: un’ autrice già conosciuta per i suoi libri (recensiti qui “Perduti fra le pagine” e “La ragazza di fronte“).

Capita di scoprire che l’incontro si tiene in un posto fino a quel momento sconosciuto, a sole due fermate di bus da casa: la libreria Bufò.

Capita allora di uscire in fretta dal lavoro, prendere dei mezzi di fortuna e arrivare nella via indicata dalle mappe del tesoro di google maps. E di tesoro si tratta davvero, una libreria che sembra un’oasi nel deserto: bella, luminosa, calda e accogliente, in contrasto rispetto al traffico dell’ora di punta, al grigiore di una via semi-periferica a febbraio e agli enormi supermercati che la circondano.

Capita quindi di sedersi con un altro manipolo di persone, fra scaffali pieni di libri, in un atmosfera familiare e inattesa.

Premessa 2: non ho ancora letto l’ultimo libro della Oggero: “Non fa niente”, ma provvederò al più presto (non ho potuto trattenermi dall’acquistarlo) e l’incontro è stato comunque interessante.

Come nasce una storia?

Il primo punto su cui si è espressa la scrittrice è stato lo spunto narrativo che ha permesso di ideare il suo ultimo romanzo. Spiega che l’idea è nata da una storia orecchiata nella realtà molti anni prima, si tratta di un figlio di due madri, concepito da una ed allevato da un’altra. I protagonisti, luoghi e fatti sono stati tutti cambiati, ma il nocciolo della questione è rimasto. Inoltre nel libro vi è un parallelismo con un passo della Bibbia, nel quale Sara e Abramo chiedono alla serva Agar ci concepire un figlio per loro.

Che importanza ha il periodo in cui la storia è ambientata?

Nel romanzo si intende analizzare la situazione sociale del secondo dopoguerra: un periodo di rinascita ma anche di cambiamento, soprattutto per le donne che avevano sperimentato l’indipendenza in guerra. I temi affrontati sono comunque molto attuali, alcuni addirittura senza tempo, come le preoccupazioni per l’infertilità o la malinconia provata per la lontananza dalle proprie origini.

Perchè le storie sono per lo più ambientate a Torino?

C’è una caratteristica fondamentale che la scrittrice dichiara di avere e che è stata la causa di alcune sue scelte, professionali e private: la pigrizia! Perchè quindi scegliere un luogo diverso da quello conosciuto da sempre? Non fa una piega in effetti e il fatto che molti dei suoi romanzi si svolgano a Torino ha contribuito ad avvicinare ancora di più la Rana alle sue storie.

Di qui si è continuato con un breve racconto della sua vita, in particolare per quanto riguarda la collaborazione con la Rai, già in epoca giovanile, culminata con la scrittura dei soggetti televisivi che hanno dato origine alla serie “Provaci ancora Prof!”con Veronica Pivetti.

Per finire, un ringraziamento

  • a Margherita Oggero per la sua disponibilità
  • alla libreria Bufò, per la calda accoglienza

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