“L’occhio magico di Carlo Mollino. Fotografie 1934-1973” – Camera, Centro Italiano per la Fotografia – Torino

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“La città antica: mille piccole case in disordine planimetrico e architettonico. La città d’oggi: mille grandi case in ordine planimetrico e disordine architettonico. La città futura: mille grattacieli in ordine planimetrico e architettonico.”

Tema, artisti e contesto storico:

La mostra espone circa 500 fotografie di Carlo Mollino, scattate fra il 1934 e il 1973. L’autore è un architetto, designer e fotografo Torinese.

Scheda tecnica:

L’esposizione è visitabile fino al 13 maggio 2018. I materiali  provengono dalle collezioni del Fondo Carlo Mollino, dagli Archivi della Biblioteca “Roberto Gabetti” e dal Politecnico di Torino.

Descrizione e opere:

La mostra è composta da 4 parti:

  • La prima, “Mille Case” è dedicata agli elementi architettonici e i complementi d’arredo.
  • La seconda, “Fantasie di un quotidiano impossibile” espone immagini astratte e surrealiste.
  • La terza “Mistica dell’acrobazia” è dedicata a fotografie legate al volo, l’automobilismo e lo sci, le tre passioni sportive di Mollino.
  • La quarta, “L’amante del duca” è legata alle curve, femminili e sciistiche.

Qui di seguito alcune delle opere più interessanti:

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In “Ritratto di Lina Suwarowski, Casa Miller“, il corpo della donna è in perfetta sintonia con il capitello che tiene fra le mani. Il taglio verticale della foto accompagna la silhouette della modella.La società ippica Torinese da Corso Dante, 1941.jpg

 

In “La società ippica Torinese da Corso Dante” abbiamo uno dei suoi celebri fotomontaggi. La sagoma del cavallo è stata realmente incollata sulla foto!

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In “Ritratto allo specchio” si ritrova uno degli elementi favoriti dal fotografo: lo specchio, con il quale crea splendidi giochi di luce e forme. Anche le donne sono i suoi soggetti preferiti, soprattutto nell’ultima parte della mostra, dove sono presenti numerosi nudi femminili.

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Infine, per comprendere a pieno la personalità originale e stravagante di Mollino non si può non citare il “Drago da Passeggio“, curioso animale in carta che l’artista regalava ai suoi amici per ovviare al problema dell’uso del tempo libero. Egli affermava che “del tempo libero non se ne debba fare alcun uso praticamente conclusivo in quanto qualsiasi usura in tal senso, nuovamente definibile come lavoro, esigerebbe la primordiale necessità equilibratrice di un’ulteriore paradossale disponibilità di tempo libero.”

Consigliato a chi…

ama le fotografie dissacranti, surreali e diverse fra loro per luoghi, tecniche e soggetti.

 

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