“Memorie di un soldato bambino”-Ishmael Beah

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“Non sopportavo ciò che stava succedendo, non potevo tornare alla vita di prima. Stavolta sentivo che non ne sarei uscito vivo.”

TRAMA

Ishmael è un bambino che vive in Sierra Leone, alla fine degli anni ’90. La sua infanzia è distrutta dall’inizio della guerra civile, che vede le forze governative combattere contro i ribelli del Fronte Rivoluzionario Unito (RUF). Dopo aver perso la famiglia il bambino scappa verso la salvezza, ma la sua fuga viene interrotta dall’incontro con l’esercito istituzionale. Con la promessa di protezione e sostentamento, in poco tempo Ishmael viene arruolato e, dopo un periodo di addestramento, diventa un soldato a tutti gli effetti. Solo dopo qualche anno viene portato via dal campo di guerra, grazie ad un programma di riabilitazione internazionale dell’UNICEF, che lo aiuta a integrarsi nuovamente nella società.

AMBIENTAZIONE

Sierra Leone, dal 1993 al 1998

TITOLO

Il titolo in italiano è didascalico, ma quello originale, in inglese, “The long way gone” è molto più significativo. La strada è l’elemento predominante della storia, soprattutto all’inizio, quando Ishmael è obbligato a fuggire continuamente per sopravvivere.

IMPRESSIONI

Ci sono libri trascurabili, libri piacevoli e libri che graffiano. Questo è sicuramente un libro graffiante, lacerante. Ho iniziato questo racconto autobiografico e dopo il primo capitolo ho pensato di non finirlo: la violenza descritta e il sentimento di paura e ansia che sprigionavano le pagine iniziali mi sono sembrate troppo forti. Ma, siccome non sono solita abbandonare libri interessanti, ho comunque deciso di continuare la lettura, e non me ne sono pentita.

Il romanzo si potrebbe dividere in tre parti: quella iniziale descrive la fuga , la seconda il periodo dell’arruolamento nell’esercito ed infine la riabilitazione, con un finale aperto.

I sentimenti del protagonista sono forti e contrastanti: dapprima paura, malinconia, poi rivalsa, vendetta, ferocia, confusione, senso di smarrimento, ed infine speranza.

I temi principali sono la guerra e i bambini-soldato.

Per quanto riguarda la guerra, quella in Sierra Leone è stata una delle più sanguinose degli ultimi tempi, coinvolgendo il paese dal 1991 al 2002 e contando 100.000 morti e più di 2 milioni di profughi. Le ragioni sono molteplici e difficilmente analizzabili in questo contesto, ma sicuramente il controllo delle miniere di diamanti è stata una delle cause scatenanti del conflitto.

Per capire meglio il fenomeno dei bambini soldato, invece, può essere utile la definizione dell’UNICEF*:

Un bambino soldato è una persona sotto i 18 anni di età, che fa parte di qualunque forza armata o gruppo armato, regolare o irregolare che sia, a qualsiasi titolo – tra cui i combattenti, i cuochi, facchini, messaggeri e chiunque si accompagni a tali gruppi, diversi dai membri della propria famiglia

Ishmael viene “accolto” dall’esercito, che sembra essere l’unico gruppo capace di garantirgli la sopravvivenza. L’uso di droghe e alcool rende lo aiutano ad affrontare la spirale di violenza in cui viene calato.

Il racconto del periodo della riabilitazione è forse quello che porta ad una riflessione più profonda. I bambini non solo hanno perso l’innocenza della propria infanzia, ma spesso devono lottare contro le conseguenza della dipendenza dalla droga e dal senso di potere che danno le armi.

In conclusione il libro è sicuramente crudo, ma chiaro ed emozionante.

CONSIGLIATO A CHI…

Vuole saperne di più su un tema che sembra lontano, ma è reale. La conclusione finale è che una guerra danneggia in primo luogo le fasce più deboli della popolazione, in particolare i bambini.

CURIOSITA’

Il protagonista e autore Ishmael Beah è stato adottato e ora vive negli Stati Uniti. È ambasciatore dell’UNICEF,  membro del Human Rights Watch Children’s Rights Division Advisory Committee e cofondatore della Rete di giovani colpiti dalla guerra. Qui si può visionare il suo sito.

*  per maggiori informazioni sul tema dei bambini soldato, a questo link la pagina dell’UNICEF su questo tema.

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