“Una vita sottile”- Chiara Gamberale

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“Trova sempre, sempre la frase giusta al momento giusto, come quando preferì rimanersene zitta in un angolo con gli occhiali scuri in faccia, al dibattito che seguì la tragedia degli Uffizi del ’93. Questo perché nei pochi casi in cui non ha risposte, si pone però le domande giuste.”

TRAMA

Chiara descrive la sua vita intorno ai vent’anni, tratteggiando attraverso capitoli brevi i personaggi più importanti che ha incontrato. Uno dei temi più forti che viene trattato è l’amore per la scrittura, usata come mezzo per affrontare la vita. La protagonista descrive così questa attività:

“Scrivere è la mia vita e il mio unico modo per celebrare un evento, un pensiero o una persona e renderli eterni. Se decido di mettere nero su bianco qualcosa non è per darlo in pasto ad altri eventuali lettori o anche solo al foglio, ma è per sottolinearne il valore e aiutare le mie emozioni che non riescono a contenerlo da solo”

Accanto ad altri temi, come l’amicizia o l’amore, emerge anche quello dell’anoressia, trattato soprattutto verso la fine del romanzo con semplicità e incisività.

AMBIENTAZIONE

Anni ’90, Roma e dintorni

TITOLO

La “vita” fa riferimento sia all’esistenza che sembra essere sospesa su un filo sottile ma anche alla parte del corpo, che per una persona anoressica deve essere quanto più sottile possibile.

CURIOSITA’

Il romanzo è autobiografico e scava talmente tanto nella vita della protagonista che l’autrice ha dichiarato che, quando è stato pubblicato, se ne vergognava.

IMPRESSIONI

La lettura è stata piacevolissima per più motivi, innanzitutto per lo spirito ottimista che pervade tutti i capitoli. Mi aspettavo un libro sull’anoressia, mi sono trovata in mano tante piccole fotografie testuali che inquadrano dei personaggi tanto normali quanto speciali. Il vero tema è la vita, in tutte le sue formi, dalle più tristi a quelle più spensierate.

Il primo libro di Chiara Gamberale che ho recensito,”L’amore quando c’era“, non mi aveva colpito particolarmente, ma già “Per dieci minuti” mi era piaciuto di più. Una vita sottile mi fa apprezzare maggiormente questa scrittrice. Sia “Per dieci minuti” che  “Una vita sottile” danno degli spunti che potrebbero essere buone abitudini per la vita quotidiana: fare ogni giorno una cosa nuova o accorgersi del bello delle persone che ci circondano. Entrambi sono delle piccole soluzioni per un momento problematico come può essere la separazione o i disturbi alimentari.

Infine, condivido con l’autrice l’importanza che dà alla scrittura e all’espressione verbale e testuale.

CONSIGLIATO A CHI…

vuole una lettura scorrevole ma dolce e profonda.

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