“Shantaram” – Gregory David Roberts

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Avevo sempre pensato che il fato fosse immutabile: determinato al momento dalle nascita e fisso come le orbite delle stelle. La verità è che fortuna  e sfortuna non contano e non importa ciò che stai facendo: puoi cambiare completamente la tua vita con un solo pensiero, con un solo gesto d’amore…”.

Il romanzo è basato sulla storia dell’autore, latitante australiano che si rifugia in India.

Evaso dal carcere di Pentridge, Greg (anche chiamato Lin o Shantaram – portatore di luce ) comincia una nuova vita in India. Le oltre 1000 pagine descrivono le sue variegate avventure, dal legame con la mafia indiana, alla vita nelle baraccopoli di Bombay, alla guerra in Afghanistan.

Lin incontra numerosi personaggi, con molti dei quali stringe forti legami; con loro riflette sul significato della sua vita e dell’esistenza in generale.

Un gruppo di amici è costituito dalle persone che l’hanno accolto nello slum, nel quale Lin costruisce e gestisce un ambulatorio medico per fornire le prime cure agli abitanti. In particolare Prabaker, guida turistica e taxista, è la prima persona che incontra e che diventa suo amico, portandolo addirittura nel suo villaggio natio.

Il secondo gruppo è quello dei frequentatori del locale Leopold, in maggioranza stranieri e innamorati di Bombay.

Inoltre si devono citare componenti dell’associazione mafiosa capitanata da Abdel Khader Khan. Il capo dell’organizzazione criminale diventa per Lin quasi come un padre ed in lui il protagonista ripone molta fiducia e affetto, anche se alla fine si scopre che la sua personalità e le sue decisioni sono più complesse di quello che si credesse all’inizio della storia.

Il personaggio più importante e complesso è Karla, giovane donna brillante e intelligente. Lin solitamente ha contatti con uomini, ma è Karla il vero centro di tutta la storia. Già all’inizio del romanzo si può capire da queste parole:

“Il destino ha calato la mia carta in quella città (Bombay). La fortuna ha distribuito le carte che hanno portato a Karla Saaranen. E io ho cominciato a giocarla, quella mano, fin dal primo momento in cui ho guardato i suoi occhi. Insomma, questa storia inizia come tante altre; una donna, una città e un pizzico di fortuna.”

I temi principali, in conclusione, sono l’amore e l’amicizia, ma anche il desiderio di una famiglia che protegga e accolga, la lealtà, l’importanza dell’istruzione e gli interrogativi su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Il confine fra bene e male è molto labile ed anche il protagonista è un personaggio alquanto sfaccettato.

In generale il romanzo è scorrevole, anche se molto lungo. Interessanti le introspezioni di Lin, che parla in prima persona e gli accenni a ciò che avverrà successivamente. Alcune disquisizioni filosofiche invece sono talvolta ridondanti.

 

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