“Non ti muovere” – Margaret Mazzantini

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“Ero felice, non ci si accorge mai di esserlo, Angela, e mi chiesi perché l’assimilazione di un sentimento così benevolo ci trovi sempre impreparati, sbadati, tanto che conosciamo solo la nostalgia della felicità, o la sua perenne attesa.“

Il romanzo racconta di un padre che, aspettando che la figlia venga sottoposta ad un intervento in seguito ad un incidente, rievoca i tratti salienti della sua esistenza. In un monologo appassionato e sincero Timoteo racconta la sua doppia vita, fra una famiglia perbene e il lavoro di medico chirurgo e l’amore per una donna, Italia, incontrata per caso in un pomeriggio estivo. Il personaggio principale suscita diverse emozioni, quasi sempre negative: talvolta è descritto come un perdente, altre volte come un violento. Di sicuro ha il pregio di saper analizzare, con il senno di poi, i suoi sentimenti e le vicende che gli sono accadute. Accanto a lui personaggi di contorno come la moglie, l’amante e la figlia.

Ciò che affascina, nei romanzi della Mazzantini, è l’incedere burrascoso della narrazione. I sentimenti dei protagonisti sono talmente forti che il lettore non può fare a meno di immedesimarsi e correre con loro attraverso le righe. Ciò che invece non convince è la ripetitività, soprattutto al centro del libro, quando si descrivono gli incontri di Timoteo e Italia.

Dal romanzo è stato tratto un film diretto da Sergio Castellitto. Qui il trailer.

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