“The Race, il colore della vittoria”-film su Jesse Owens

Race_2016_film_poster.jpg

“In pista non esiste bianco o nero, ma solo veloce o lento. Non conta nient’altro. Né il colore, né il denaro e neanche l’odio.”

Il film racconta una parte della vita di James ClevelandJesseOwens, il pluricampione statunitense delle Olimpiadi del 1936.

La vita dell’atleta è interessante sotto vari aspetti, primo fra tutti il fatto che fosse di colore. Negli Stati Uniti degli anni 20/30 era ancora motivo di discriminazione, come si vede dagli insulti negli spogliatoi del college dell’Ohio o dalla scena finale dove Owens è costretto ad entrare dalla porta di servizio ad una cena organizzata proprio per festeggiarlo. La figlia di Owens, Marlene, dichiarò che una delle più grandi delusioni del padre fu il fatto di non essere mai stato ricevuto alla Casa Bianca dal presidente Roosvelt, in carica nel periodo delle vittorie. Il tema delle rivendicazioni legate al razzismo fu ripreso nel contesto olimpico anche nel 1968 a Città del Messico, dove gli statunitensi vincitori dei 200 mt, Smith e Carlos, sul podio fecero il simbolo delle Pantere nere per protesta.

Un’altro tema, in qualche modo collegato con la discriminazione razziale è legato al luogo e momento in cui si svolsero le Olimpiadi nel 1936: si tratta di Berlino sotto il governo Nazista. Le Olimpiadi, in origine portatrici di valori quali la pace e la fraternità di De Coubertin, divennero invece l’occasione per mostrare la grandezza della Germania di Hitler. Furono in effetti il primo esempio di Olimpiade-spettacolo, vetrina del paese ospitante, ma Owens sconvolse i piani di ostentazione della supremazia ariana, vincendo per quattro volte nelle appassionanti gare dei 100mt, 200mt, salto in lungo e 4×100. Se le voci sul saluto negato di Hitler al campione non sono confermate è facile immaginare che l’americano sia stato comunque un simbolo della lotta all’ideologia nazista che, ad esempio, non permise agli atleti ebrei di partecipare alla competizione.

Altri temi presenti nel film e degli di nota sono l’amicizia fra Jesse Owens e Luz Long, quest’ultimo battuto in patria ma comunque capace di stima per l’avversario e l’avvento delle riprese cinematografiche nelle manifestazioni sportive, per rendere “immortale” l’evento e i suoi protagonisti.  Inoltre si accenna alla corruzione e al cinismo di alcuni dirigenti sportivi, come ad esempio Avery Brundage, presidente della federazione USA e poi del CIO.

Infine sicuramente occorre ricordare l’impresa prettamente sportiva di Owens, capace di migliorare più di un record mondiale e di farsi largo fra i grandi dell’Atletica pur avendo umili origini e una figlia avuta in giovane età da mantenere.

Insomma, un film che ci ricorda la bellezza dell’atletica come sport ma anche il fatto che spesso gli atleti siano portatori di messaggi più importanti, che sconfinano dalla pista al campo politico e sociale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...