“Matisse e il suo tempo” -Torino

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“Ho sempre considerato il disegno non come un esercizio di particolare abilità, ma soprattutto come un mezzo per esprimere sentimenti intimi e stati d’animo”-Henry Matisse

La Mostra raccoglie questi stati d’animo attraverso un centinaio di opere di cui la metà sono firmate da Matisse, mentre le altre appartengono ad artisti a lui contemporanei come Mirò, Renoir, Modigliani e Picasso.
L’esposizione si snoda in 10 sale organizzate secondo un ordine cronologico, a partire dagli inizi del 1900.
Si parte dagli esordi di Matisse legati all’atelier di Gustave Moreau e si prosegue con il periodo del Fauvismo (“Fauves” in francese vuol dire bestie,selvaggi, ed è così che è denominata la corrente di cui il pittore francese è uno dei massimi esponenti).
Si prosegue con i contatti con il cubismo e l’impressionismo. Anche il soggiorno a Nizza e i viaggi in Marocco forniscono a Matisse notevoli ispirazioni.
Infine si termina con la svolta surrealista che lo avvicina al modernismo.
Durante il percorso le opere degli artisti contemporanei al protagonista della mostra si inseriscono chiarendo al visitatore le influenze, le differenze e le correnti dell’epoca.

Gli elementi che colpiscono di questa mostra sono:Henri-Matisse-Grande-interno-rosso

  • L’uso del colore in maniera vivace, forte, senza quasi far percepire le sfumature. Il rosso è un colore predominante, come si può notare dal quadro “Interno rosso” dipinto nel 1948.

Infatti Matisse disse che “Il colore soprattutto, forse ancor più del disegno, è una liberazione.”

  • Il disegno sembra affrettato e poco curato, in realtà, come mostra un video a metà dell’esposizione, per compiere dei tratti così marcati e precisi, ad esempio nei volti, occorre un’estrema padronanza del disegno.
  • Inoltre, soprattutto nelle opere che raffigurano dei luoghi chiusi, lo sfondo è anch’esso protagonista. Le tappezzerie fiorate sembrano un’occasione per decorare il quadro con fiori e colori sgargianti.

Il pittore infatti sostenne che “Il soggetto di un quadro è il suo sfondo hanno lo stesso valore.”

  • Infine, ed è forse ciò che stupisce di più, con il susseguirsi delle sale la comprensione delle opere può diventare quasi un gioco per l’osservatore. Se all’inizio i soggetti sono ancora aderenti alla realtà, verso la fine diventano sempre più astratti. Ed ecco che chi guarda non è più un soggetto passivo ma deve impegnarsi per capire, o almeno provarci, che cosa si nasconde dietro un collage apparentemente casuale ma con un significato nascosto e preciso.
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